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Parole e simboli dell’accoglienza per aprire le porte al nuovo anno

Decorare l’albero di Natale di piazza Bellini con parole, disegni e addobbi legati al tema della solidarietà, della pace, della comunità e della cooperazione fra i popoli. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Albero solidale” che si svolgerà lunedì 31 dicembre dalle 15 alle 19 a cura del collettivo “Arte Migrante”.

Il collettivo, attivo da tre anni impegnato nell’organizzazione di attività interculturali presso l’oratorio di Santa Chiara, invita i cittadini e le cittadine a partecipare a questo momento di festa e riflessione, per dare segno manifesto di una città che vuole essere accogliente e inclusiva, una città che intende rifiutare ogni forma di indifferenza, oppressione ed esclusione sociale.

Poco distante al Palazzo di città, un’altra iniziativa dedicata alle migrazioni colora questi giorni di festa. Dal 24 dicembre, vigilia di Natale, infatti la porta del Comune di Palermo, ospita Eldorato – Nascita di una nazione”, un progetto di arte contemporanea ideato da Giovanni De Gara e dedicato al tema dell’accoglienza.
La porta che si affaccia su Piazza Pretoria è rivestite d’oro utilizzando le coperte termiche in cui vengono fatti avvolgere i migranti soccorsi in mare.

“L’installazione temporanea – spiega l’autore – ha l’obiettivo di dare un segno forte di accoglienza e promuovere una riflessione profonda sulle migrazioni, sulle terre promesse e brutalmente negate, sull’aspirazione a un mondo diverso, costruito oltre l’idea di confine e capace di essere nuovamente umano.

“L’opera di Giovanni de Gara – dice il Sindaco Leoluca Orlando – è simbolicamente collocata sull’accesso principale al Palazzo di Città a conferma che Palermo è una città che accoglie e che il suo Comune ha le porte aperte. Questa installazione ricorda a tutti che nella nostra città vogliamo costruire una comunità di persone e ci impegniamo a difendere l’unica razza che esiste: quella umana. Chi fa distinzione tra le razze – conclude il Sindaco – prepara nuove Dachau e Auschwitz.”