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“Ho annegato il mare”, Bellantoni e la torretta per decifrare Palermo

E’ stato inaugurato ieri alle 18 all’Ecomuseo urbano Mare Memoria Viva il progetto dell’artista Elena Bellantoni dal titolo “Ho annegato il mare” con la curatela di Giulia Crisci e Neve Mazzoleni.
La selvaggia speculazione edilizia iniziata nel dopoguerra e culminata nell’epoca Ciancimino, conosciuta come “Sacco di Palermo”  ha privato la città della sua costa balneabile e della tradizione marinara. Intorno a questo concept ruota l’intervento dell’artista, che ha individuato in una torretta d’avvistamento il simbolo del superamento della negazione e il dispositivo di interazione con il pubblico.
La torretta di legno è alta 2 metri ed 80 centimetri, dotata di ruote, movibile. L’altezza è proprio funzionale alla vista del mare negato dal cemento in costa sud.
Dice Bellantoni: “Mi sono interrogata molto su il cosiddetto ‘sacco di Palermo’. Ho cercato, a partire da quegli anni, di leggere il territorio, il suo tessuto e vedere le cicatrici su cui oggi poggia la città. La torretta è una chiave per decifrare Palermo, per capirla. Somiglia molto ad una torre di salvataggio, una di quelle che troviamo sui nostri litorali. Chi ci sale sopra è pronto a difendere e custodire attraverso lo sguardo l’Altro.”
Spingendo faticosamente la pesante torretta per le strade come in una processione, Bellantoni ha  invitato il pubblico a tenere un dialogo intimo con l’elemento e “annegare” una parola. Infatti, nella ricerca dell’artista, la parola è forma, quindi parte integrante dell’opera. 

La raccolta di questi dialoghi intimi con il mare dà corpo alla sceneggiatura del video di Elena Bellantoni “Ho annegato il mare” presentato ieri all’ex Deposito delle Locomotive a conclusione di una performance iniziata alle 19. Una passeggiata sonora, un attraversamento urbano lungo la soglia dell’Oreto, per arrivare all’Ecomuseo Mare Memoria Viva. Centinaia di passi  accompagnati dai suoni in cuffia di Bangover Crew.

La passeggiata è nata dalla sinergia tra il progetto OltreOreto di Onibi e Mare Memoria Viva, come innesto tra le due serate conclusive dei progetti per Manifesta Collaterals curati dalle due organizzazioni che hanno lavorato unendo arte e rigenerazione urbana nella costa sud-est. Presenti l’artista e le curatrici, introdotte da Cristina Alga di CLAC che coordina MMV, insieme alla direttrice del Servizio Musei e Spazi Espositivi del Comune di Palermo, Antonella Purpura.