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Heritage Rescue Prize. Da Palermo l’appello per una diplomazia culturale per il Mediterraneo

Di 09/06/2018 No Comments

Un premio e due giorni di riflessione internazionale sulla salvaguardia dei beni culturali e per fare della Cultura uno strumento di pace, sviluppo e incontro tra i popoli. Si è tenuto a Palermo il terzo Cultural Heritage Rescue Prize, il premio internazionale istituito nel 2014 dall’associazione Incontro di Civiltà che  quest’anno è stato assegnato dalla giuria alla al-Qadiriyya Library di Baghdad per “l’incredibile lavoro e l’eccezionale dedizione per preservare il patrimonio culturale e per rafforzare il dialogo e la tolleranza culturale e religiosa”. 

“La Biblioteca al-Qadiriya di Baghdad – ha dichiarato Francesco Rutelli, presidente dell’associazione – si è salvata dalla distruzione, a differenza di tanti capolavori del Patrimonio, di Musei e Biblioteche iracheni, grazie al coraggio dei suoi curatori. Scampata a un missile nella guerra, a un’autobomba ISIS e a ripetute minacce, preserva un eccezionale patrimonio millenario. Il nostro Premio riconosce questo coraggio e testimonia, da Palermo Capitale della Cultura, che il Patrimonio dell’Umanita’ è il cuore del nostro futuro”. Alla consegna del premio è seguito il convegno su “La Diplomazia Culturale per il Mediterraneo. L’Europa e il Medio Oriente del XXI secolo”. Un confronto tra esponenti istituzionali e culturali per tutelare le diversità culturali e fare di questo un punto di forza per una nuova stagione di scambi.

“Il Mediterraneo – ha detto il sindaco Leoluca Orlando -è stato un oceano di civiltà, scambi e cultura e può tornare ad esserlo. Siamo convinti che perché ciò sia possibile, bisogna superare il concetto tradizionale di patria e  considerare l’altro innanzitutto come persona. Con la Carta di Palermo lo abbiamo voluto dire in maniera forte, rivendicando per ognuno anche il diritto di scegliere il luogo in cui vivere e costruire la sua esistenza”. “Sono molto felice ed anche un po’ incredulo per aver ricevuto questo premio – ha dichiarato il Direttore della al-Qadiriyya Library di Baghdad, Syed Khaled. “E’ la prima volta – ha detto – che la nostra istituzione, impegnata nella conservazione del patrimonio librario iracheno e mesopotamico, riceve questa attenzione internazionale e viene riconosciuta per il suo lavoro. Sono lieto che ciò sia avvenuto in Italia: gli americani e gli inglesi considerano l’Iraq solo per il petrolio, l’Italia ci considera per il patrimonio culturale, per i monumenti, l’arte ed i libri. Nella nostra biblioteca ci sono 2900 manoscritti, alcuni più che millenari, e 86.000 volumi di epoche storiche diverse”.

Al dibattito che si è tenuto al teatro Massimo sono intervenuti l’assessore regionale Sebastiano Tusa, il sovrintendente del teatro Massimo, Francesco Giambrone, il professore Giuseppe Barbera, il presidente della fondazione Whitaker Paolo Matthiae, il coordinatore del programma “Italia, Culture, Mediterraneo” Fabio CassesePaolo Passarelli del Mibact e Gianni Puglisi, presidente emerito della commissione italiana per l’Unesco.

 

 

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