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Alla Biblioteca Centrale una mostra ricorda Michele Perriera

Si inaugura martedì 11 dicembre alle 16,30 alla Biblioteca centrale della Regione siciliana, la mostra “Una stanza che sembrava navigare sulla carta” che fino al 18 gennaio espone fotografie e articoli del giornale L’Ora firmati da Michele Perriera. Scrittore e regista palermitano, tra i fondatori del Gruppo ’63, Perriera è ricordato oltre che per le sue opere, per il ruolo culturale svolto alla guida della Compagnia Teatès di Palermo e per la gestione della collana teatrale della casa editrice Sellerio, per la riscrittura de il Macbeth di Shakespeare (1973) e de Le sedie di Ionesco (1974).  E,  come ha scritto Mario Di Caro di Repubblica il giorno della scomparsa di Perriera nel settembre di otto anni fa, per “l’originalità” e per  “l’eco della sue parole, profonde, taglienti, pensate e ripensate, pronunciate con lentezza ragionata, come se Michele, grande artigiano delle parole, avesse voluto scolpirle nell’aria”.

Tra i tanti articoli de L’Ora esposti, uno datato 18 settembre 1970 in cui Perriera si confronta con altri intellettuali del tempo: Sciascia, Guttuso e Caruso. Al centro del dibattito: la politica, la società e la Sicilia. Sul futuro della Sinistra, Perriera rispondendo a Guttuso che chiedeva un programma, diceva: “Non credo nei programmi quanto piuttosto nei legami reali che un’organizzazione politica riesce a fondare con le indicazioni più nuove, con le tensioni più vere della realtà” .

Introduce la giornata inaugurale Carlo Pastena, direttore della Biblioteca della Regione siciliana. Intervengono Gabriello Montemagno, giornalista e scrittore; Guido Valdini, giornalista e critico teatrale; Piero Violante docente all’Università di Palermo e critico musicale; Laura Cappugi, dirigente filmoteca CRICD; Antonella Bentivegna, della Biblioteca centrale. Modera i lavori, Ignazio Romeo. Tra i documenti visibili anche il video Perriera interroga la stampa, CRICD – Filmoteca regionale siciliana (2018) a cura di Marcello Alajmo, Nadia Volpe e Maurizio Spadaro.