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“Shozo Shimamoto, Spazio nel Tempo”, la grande retrospettiva a Fondazione Sant’Elia

Di 13/06/2018 No Comments

Oriente e occidente, creatività e impulso. L’opera dell’artista giapponese Shozo Shimamoto [Osaka, 22 gennaio 1928 – 25 gennaio 2013] riunisce tutto questo in un percorso di ricerca fondamentale per l’arte contemporanea. Ora un’ampia retrospettiva a cura di Achille Bonito Oliva alla Fondazione Sant’Elia (fino al 6 agosto) ne racconta il lavoro a partire dalla metà degli anni Cinquanta e dalla piccola città di Ashiya (Hyogo) dove Shimamoto inizia la sua avventura con un lavoro creativo realizzato in pubblico, un giar­dino dove lui e altri artisti realizzano opere, frut­to di un’attività performativa nella quale il fare l’opera è sincronico al contemplare del pubblico, con tutte le interferenze di un evento in diretta. Allontanandosi dalla tradizione surrealista e dagli stimoli di Duchamp, il gruppo di artisti Gutai si afferma con una nuova creatività che cede all’impulso. “SHOZO SHIMAMOTO / SPAZIO NEL TEMPO” è un progetto della Fondazione Morra di Napoli con il supporto tecnico, logistico e organizzativo dell’Associazione Shozo Shimamoto, in collaborazione con la Fondazione Sant’Elia. Il progetto fa parte dei Manifesta12/Collateral ed è inserito nel programma di Palermo Capitale Italiana della Cultura. Uno sguardo attento e completo sul percorso dell’artista ch dalle prime innovative sperimentazioni in Giappone arriva fino alle performance degli ultimi anni in Occidente eiItalia in particolare. Scrive Achille Bonito Oliva: “Shimamoto è un nomade samurai del­l’arte che riesce ad andare a bersaglio, assistito dal caso intelligente di un processo creativo che vuo­le bucare l’inerzia del mondo e dare energia alla comunità degli uomini”.

 

 

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